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Spesso arriviamo sul tappetino spinti da un’urgenza fisica. Il corpo urla, la schiena si blocca, il collo sembra diventato di marmo. La prima domanda che ricevo dai miei allievi è quasi sempre la stessa: “Che esercizio posso fare per farmi passare questo dolore?”.
È una richiesta legittima, ma nasconde un’insidia: cercare il “bottone magico” per spegnere il sintomo senza guardare la causa. In OY, il dolore non è il nemico da abbattere, ma un segnale da decodificare attraverso l’osservazione.
Oltre il Sintomo: Quando il Dolore Diventa Cronico
Questo approccio non riguarda solo il mal di schiena o la cervicale. Parlo di tutte quelle problematiche croniche che ci logorano lentamente: talloniti, fasciti plantari, prostatiti, cistiti, o quel dolore sordo ai polsi che non ci abbandona mai.
Parlo di quei disturbi che non richiedono un intervento chirurgico d’urgenza e per i quali i farmaci sembrano offrire solo un sollievo parziale e temporaneo. Perché il farmaco agisce sull’effetto, ma se non andiamo alla fonte, il problema rimane lì, acquattato, pronto a ripresentarsi al primo momento di stress o stanchezza.
Il Limite dell’Esercizio Specifico
Molti allievi mi chiedono protocolli mirati: “Dammi tre asana per la sciatica”. Ma usare lo yoga come se fosse una pillola ha un effetto effimero. Se esegui un asana perfetto tecnicamente ma lo fai con la stessa rigidità mentale con cui affronti il lavoro, non stai curando nulla. Stai solo aggiungendo un carico di prestazione a un corpo già contratto.
La Base Prima di Tutto: L’Importanza della Routine Posturale
Se vuoi risultati stabili e duraturi, devi smettere di cercare la soluzione d’emergenza e iniziare a lavorare sulle fondamenta. È il motivo per cui consiglio vivamente di inserire nella routine quotidiana un lavoro di postura.
Dobbiamo rimettere in asse la base. Solo quando la struttura è riallineata, i risultati arrivano più velocemente e, soprattutto, restano. È come costruire una casa: non puoi ridipingere le pareti se le fondamenta stanno cedendo. La postura è la tua fondamenta.
Il Vero Segreto: L’Attenzione Oltre l’Esercizio
Ciò che veramente cura queste problematiche non è la complessità del movimento, ma la capacità di osservare il corpo.
Nello yoga, e specialmente in OY, non usiamo il corpo per entrare in un asana; usiamo l’asana per entrare nel corpo. La differenza è sottile ma rivoluzionaria. La cura risiede nella capacità di:
- Fermarsi e Osservare: Notare dove si annida la tensione senza giudicarla.
- Rilassare ciò che non serve: Spesso, per tenere una posizione o fare un movimento, contraiamo muscoli non necessari (la mascella, la lingua, le dita dei piedi).
- Spostare l’Intento: Non è lo strumento (l’esercizio) che risolve, ma l’attenzione che porti mentre lo usi.
“Qualsiasi conflitto è un difetto di osservazione. Il dolore è un conflitto tra come il corpo è e come vorremmo che fosse.”
Sentire il Corpo: Il Primo Segnale di Guarigione
Ti accorgi che il metodo sta funzionando non quando il dolore scompare magicamente, ma quando la tua consapevolezza si espande.
Dopo le prime lezioni, i miei allievi iniziano a dirmi: “Sento le spalle troppo alte”, oppure “Mi sono accorto che sto stringendo i denti mentre guido”. Questo è il momento della svolta. Non sei più vittima del dolore, ma sei diventato un osservatore attivo.Imparare a sentire le tensioni mentre si manifestano è il primo passo per poterle rilasciare. La guarigione non è un atto di volontà, ma un processo di rilascio. Quando smetti di lottare contro il dolore e inizi a osservarlo con onestà, il corpo trova finalmente lo spazio per tornare in equilibrio.
Questo approccio basato sull’osservazione è fondamentale non solo per il dolore fisico, ma anche per gestire lo stress mentale. Come ho spiegato nel mio articolo su l’illusione delle esperienze contro lo stress, la vera soluzione non è scappare in nuovi stimoli, ma imparare a sentire ciò che accade nel momento presente.
Meditazione???
Sono molte le testimonianze che affermano che la meditazione risolve disturbi fisici. Questo va a dar forza a quanto scritto precedentemente. La meditazione è l’atto più profondo di attenzione che possiamo utilizzare. Non solo le pratiche di yoga nidra (yoga del sonno) o body scan che generalmente si compiono da sdraiati, ma anche la classica meditazione da seduti è in grado di portare allo stesso tempo quell’attenzione e rilassamento profondi in grado di allievare disagi fisici. E’ più semplice infatti, nel silenzio meditativo, riuscire a scorgere le tensioni che si accumulano nel corpo e rilassare le tensioni non necessarie al mantenimento della postura.
