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Tensione e Rilassamento: siamo tutti vittime di un bias cognitivo tanto inutile quanto distruttivo: la convinzione che esistano “tempi per lo stress” e “tempi per il relax”. Lavoriamo come pazzi, accumuliamo tensioni come se fossimo accumulatori seriali di ansia, e poi pretendiamo di svuotare il sacco in due settimane ad agosto o in un weekend “wellness” tra saune e massaggi.
Spoiler: non funziona. Quel vuoto esistenziale di cui parlavamo resta lì. Perché il problema non è quanto stress hai, ma come ti muovi dentro quello stress.
Il paradosso di Matsyendrasana: Perché lotti contro te stesso?
Prendiamo un esempio pratico, qualcosa che accade ogni giorno sul tappetino. Sei in una posizione di torsione seduta — come un asana classico, Ardha Matsyendrasana. Il busto ruota, la colonna si avvita, e tu senti la tensione. Cosa fa la tua mente in quel momento? Va in modalità “combattimento”.
Osserva la tua mano appoggiata sul ginocchio, ricordi? Tensione e rilassamento. Molto probabilmente sta stringendo con una forza sovrumana. Il braccio è teso, la spalla è salita fino all’orecchio come se dovesse proteggerti da un proiettile. Ma a che serve? A nulla. Stai sprecando energia. Puoi (e devi) scoprire che quella mano può limitarsi a sfiorare il ginocchio, che il braccio può ammorbidirsi e la spalla scendere. Il lavoro lo fanno le vertebre, non la tua mascella serrata. Ricorda: Tensione e Rilassamento sono due fattori che dobbiamo imparare a far convivere!
La cesura netta: il grande inganno del “Relax Obbligatorio”
Abbiamo creato una separazione mentale tra la vita attiva e il riposo. Questa cesura ci condanna a cercare costantemente delle “esperienze” di fuga invece che imparare a far convivere insieme tensione e rilassamento. Ma se lo yoga è solo un’altra ora di “impegno” per raggiungere un risultato fisico, allora stiamo solo aggiungendo stress allo stress. In OY, l’obiettivo è far saltare questo schema imparando a far convivere tensione e rilassamento insieme. Non è “ora fatico e dopo mi rilasso”. È: “mentre fatico, dove posso mollare?”. Se non impari a rilassare la spalla mentre il corpo è in torsione, come pensi di gestire una bolletta sbagliata, un conflitto col partner o una giornata di lavoro storta?
Rilassare in mezzo alla tempesta
E qui arriviamo al punto scomodo, quello che la New Age evita accuratamente perchè ci vorrebbe costantemente proiettati verso la Luce, il Positivo, e quindi non concepisce tensione e rilassamento insieme. Se arriva una malattia? Se scoppia una guerra (e ne abbiamo intorno più di quante vorremmo ammettere)? Cosa facciamo? Restiamo tristi, contratti e stressati per sempre in attesa che “passi”? Oppure anche in queste situazioni è possibile trovare un modo per vivere sereno ed efficace?
La vita non aspetta che tu sia pronto. La vita accade, spesso con una violenza che non avevamo preventivato. Lo yoga agisce sulla mente insegnandoti a trovare lo stress e rilassare il resto. È una micro-gestione del conflitto interiore. Se il mondo fuori è in fiamme, o se semplicemente il tuo fegato sta lottando contro un’infiammazione, la tua unica risorsa è l’osservazione:
- Avverto il dolore/la tensione.
- Accetto che ci sia (perché c’è, negarlo è da sciocchi ed aumenterebbe ancora di più il disagio).
- Rilasso le dita delle mani. Rilasso la lingua. Lascio che il respiro passi nonostante tutto.
Trova lo stress, libera la vita
Non abbiamo bisogno di altre vacanze, abbiamo bisogno di meno interferenze. Imparare a stare in un asana complesso mantenendo il viso disteso non è un esercizio di stile: è un allenamento alla sopravvivenza psichica.
Smettila di aspettare il momento ideale per stare bene. Il momento ideale non esiste. Esiste solo questo respiro, questa torsione, e la tua capacità di non stringere quel maledetto ginocchio più del dovuto.
